Chirurgia ambulatoriale delle vene varicose (varicectomie secondo Muller, legatura vene perforanti, A.S.V.A.L.)

Classica manifestazione di insufficienza venosa a livello degli arti inferiori, che solo in Italia colpisce quasi 9 milioni di persone, le cosiddette vene varicose (o varici) sono dovute a una dilatazione permanente delle vene. Di per sé già piuttosto fragili per fattori generalmente ereditari, le vene subiscono una alterazione nella struttura delle pareti e causano appunto la formazione di varici, spesso associate a “capillari rotti” o teleangectasie, ovvero le fastidiose dilatazioni dei vasi sanguigni che appaiono visibili sulla pelle delle gambe.

Oltre a disagi di natura estetica, i disturbi dovuti al cattivo funzionamento del circolo venoso delle gambe possono originare una sintomatologia che include senso di pesantezza o irrequietezza, crampi, bruciore o gonfiore delle gambe malate, e rappresentare il primo sintomo dell’instaurarsi di un’insufficienza venosa.

Chirurgia ambulatoriale delle vene varicose: cos’è?

Per la cura di vene varicose, capillari e varici, la flebologia ha a disposizione diverse tecniche di intervento, che includono la chirurgia, la laserterapia, la scleroterapia con schiuma sclerosante e la chirurgia ambulatoriale. Le tecniche chirurgiche per la cura delle vene varicose includono:

  • la legatura (con sezione) della vena;
  • lo stripping (asportazione di lunghi segmenti di vena con appositi strumenti);
  • la flebectomia ambulatoriale (asportazione di segmenti di vena, anche di notevole lunghezza, attraverso piccolissime incisioni).

Se fino a qualche decennio fa la tecnica più utilizzata per risolvere il problema delle vene varicose era la safenectomia o stripping (ovvero la vera e propria asportazione delle safene, collaterale all’estirpazione delle vene varicose, intervento caratterizzato da recidive tra il 60 e l’80% dei casi), oggi la flebologia dispone di metodiche di impronta conservativa, che tengono conto del principale fattore all’origine della formazione delle varici, ovvero l’incremento della pressione interna delle vene.

La chirurgia ambulatoriale delle vene varicose, o flebectomia ambulatoriale, è una procedura chirurgica praticata da almeno 30 anni, che consente di asportare vene varicose in anestesia locale e senza ricovero. Prima della chirurgia ambulatoriale delle vene varicose è necessario effettuare un esame specifico con ecodoppler (mappa emodinamica venosa) allo scopo di individuare con esattezza i punti ove intervenire per curare le vene varicose senza distruggerle o danneggiare altri organi.

Il chirurgo asporta i tronchi safenici principali e le varici non safeniche in una o più sedute, avvalendosi di un anestetico locale che viene infiltrato, attraverso minuscole incisioni cutanee, lungo il decorso della/e vena/e da rimuovere: in questo modo non vi sono cicatrici evidenti, bensì minuscole incisioni puntiformi. Attraverso un’unica piccola apertura è possibile asportare anche lunghi tratti di vena, e possono essere praticate fino a decine di microincisioni, senza che il paziente provi alcun disagio.

L’intervento di flebectomia ambulatoriale, generalmente utilizzata per il trattamento di varici di grosse dimensioni, può essere realizzato con tecniche di anestesia locale, spinale o generale, e prevede nella maggior parte dei casi la pressoché immediata dimissione del paziente. Al termine dell’intervento non è necessario eseguire suture, poiché le ferite guariranno spontaneamente lasciando minuscole e impercettibili cicatrici. Dopo l’intervento di chirurgia ambulatoriale delle vene varicose, è necessario mantenere un bendaggio multistrato per le prime 48-72 ore: si consiglia di attenersi a un riposo di 24-48 ore prima di riprendere le normali attività quotidiane e lavorative. Quindi viene prescritto un collant elastico da indossare durante il giorno per un periodo di tempo variabile.

Per informazioni: telefono 039.32.94.94, al Fax 039.32.97.77 e all’indirizzo e-mail: segreteria.centrolasermonza@gmail.com.